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Disturbi al videoterminale

I disturbi fisici da computer più diffusi non sono quelli muscolo-scheletrici; secondo il INIOSH (Istituto Nazionale della Sicurezza e della Salute sul Lavoro degli Stati Uniti) la principale causa di stanchezza, di errori nel lavoro e di giorni di lavoro perduti è l'affaticamento visivo: lavorando al computer si può causare un notevole sforzo per i muscoli oculari, basti considerare che un eccessivo contrasto luminoso tra il testo dello schermo, i caratteri della tastiera ed un documento cartaceo può causare fino a 25.000 fenomeni di adattamento dell’occhio alla luce nell’arco della giornata lavorativa. Un altro fattore di affaticamento è dato dalla stessa prolungata visione del monitor, visto che i muscoli degli occhi sono in posizione di riposo quando fissano oggetti posti a 6 metri di distanza, od oltre. Anche porre il monitor ed il documento cartaceo da consultare a distanze differenti costringe a continue variazioni ed accomodamenti di messa a fuoco, con conseguente affaticamento. I principali sintomi di affaticamento visivo sono: bruciore, ammiccamento frequente, lacrimazione, fastidio alla luce, cefalea.

Zainetto e colonna vertebrale

La premessa indispensabile è affermare che la colonna è forte ed è in grado di sopportare anche pesi elevatissimi. La seconda premessa è però che abbiamo una legge (la 626) che protegge i lavoratori e che non consentirebbe loro di portate quello che portano tutti i giorni i nostri figli: in prima media (il momento di
maggior rischio perché sono meno forti e le richieste scolastiche sono maggiori) portano normalmente uno zaino che pesa il 20% del loro peso corporeo, con una punta settimanale del 30%. Vuol dire, per un adulto di 80 chili, 16 chili tutti i giorni, con 24 chili una volta alla settimana. E’ stato valutato che questo è direttamente collegato al mal di schiena. Risulta da molte ricerche che il dolore alla schiena e alle spalle in età scolare è in netto aumento (in talia oltre il 60 % dei ragazzi ne ha sofferto almeno una volta), che questa frequenza aumenta con l’innalzarsi dell’età (ad esempio a 13 anni rispetto a 11), che le femmine ne sono più colpite rispetto ai maschi. E’ però da osservare che è ormai certo che non esiste relazione causale fra carichi eccessivi e scoliosi. Zainetti pesanti o mal portati non possono causare malattie strutturate (dismorfismi) del rachide che hanno patogenesi di tutt’altra natura.

Casalinghe in forma

C'è del vero: numeri che esprimono la fatica fisica della donna di casa sono sorprendenti. Per accudire ad un nucleo familiare tipo (un marito e due figli), la casalinga in una settimana rifà ventuno letti, lava ottanta bicchieri, settanta cucchiaini e ancora lava, asciuga, stira e ripone tra camice, lenzuola, calzini, asciugamani ed altri capi di abbigliamento, circa cento pezzi. Ma non è tutto: ogni settimana percorre dieci chilometri a piedi, solleva e trasporta circa cinque quintali e infine lustra, lava e spolvera cento metri quadrati tra pavimenti, finestre e mobili. Tanto che, in una comune giornata di lavori domestici, della durata media di cinque ore e mezzo, la donna di casa brucia duemila e seicentocinquanta calorie. Molto più di una ora di ginnastica aerobica, di una partita di tennis, di una corsa di dieci chilometri. Risultato: la casalinga è esposta - come gli sportivi - ad un gran numero di dolori ed infiammazioni alle articolazioni, ai muscoli e ai tendini. Non solo: lo sportivo, consapevole dei rischi che l'attività fisica comporta, adotta le precauzioni e le contromisure del caso: riscaldamento, allungamento muscolare, sospensione dell'attività ai primi sintomi dolorosi e controlli medici specialistici. La donna di casa invece no. Per mancanza di informazione medica o perché insostituibile nei lavori domestici, spesso trascura i dolori e rimanda il riposo e le cure necessarie. Di qui l'elevata incidenza di problemi cronici e degenerativi che la colpiscono alla colonna vertebrale e alle maggiori articolazioni.

Consigli per la ginnastica da ufficio

Il lavoro si basa su semplici esercizi indicati per togliere il senso di peso che compare quando la fatica comincia a farsi sentire. Tali esercizi favoriscono il rilassamento, lo stiramento ed il rinforzo muscolare. Tutto ciò va interpretato come un utile strumento preventivo delle disfunzioni generate dal prolungato mantenimento della posizione seduta e quindi rientra nei possibili interventi di protezione della salute del lavoratore regolate dalla legge 626. L’assunzione di posture scorrette, ma anche di quelle corrette, può originare disturbi muscolo-scheletrici se protratte a lungo. Per tale ragione è opportuno cambiare postura circa
ogni mezz’ora in modo tale da consentire il riposo ai muscoli che hanno sostenuto il peso corporeo.

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